Strage di Bologna, verità e giustizia non vanno in prescrizione

 

Strage di Bologna, verità e giustizia non vanno in prescrizione
Stefano Corradino Profilo blogger
Direttore Articolo21.org
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Quanti decenni ci vogliono per conoscere la verità sui “misteri italiani?”. I mesi e gli anni non sono un’adeguata unità di misura quando si tratta di stragi.

Bologna, Ustica, Gioia Tauro, Peteano. Italicus, Piazza della Loggia, Piazza Fontana, Rapido 904… Per nessuna delle stragi italiche si può parlare di verità completamente svelate. Meno che mai di giustizia fatta.

Non si conoscono gli esecutori materiali o i mandanti. O se i primi vengono assicurati alla giustizia dei secondi non v’è traccia. Quando nei rari, rarissimi casi conosciamo entrambi non sappiamo i nomi di chi, ai vertici delle istituzioni ha omesso, occultato, insabbiato, depistato. E alcuni di quei nomi, non li conosceremo mai, sepolti con i loro segreti.

Il celebre “Io so” pubblicato da Pier Paolo Pasolini su Il Corriere della Sera non mirava a una verità storica delle stragi, ma supplicava un sussulto della coscienza politica e civile.
Negli anni purtroppo di sussulti ne abbiamo conosciuti ben pochi e in alcuni casi dalla verità storica (e processuale) ci siamo perfino allontanati. Con il benestare di buona parte della politica, delle istituzioni, e di tanti media che hanno preferito non indagare.

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