E’ morto Robert M. Pirsig, l’autore de ‘Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta’. Aveva 88 anni.

Voglio ricordare Pirsig, autore da me molto amato, con un articolo di luigi Gavazzi, datato 09/04/’99. Il libro uscì nel 1974 e, all’epoca, avevo 21 anni. Lo comprai nella prima versione italiana e ne rimasi affascinato, sopratutto nella lettura della prima metà del romanzo. Andava a fare compagnia ad altri due testi essenziali (così li consideravo allora) per la mia formazione giovanile: ‘Autobiografia di uno Yogi’ di Paramansha Yogananda e ‘A scuola dallo stregone’ di Carlos Castaneda. Di Yogananda acquistai poi ‘L’eterna ricerca dell’uomo’ mentre di Castaneda, nel tempo, la mia libreria venne rifornita di tutti i testi reperibili in lingua italiana.
Non erano certo Vangelo, ma sono stati importanti per noi giovani (alcuni, almeno…) di quegli anni così turbolenti e violenti.

mauro

Prima Edizione di Gli Insegnamenti di don Juan, con il nome A SCUOLA DALLO STREGONE, Astrolabio
Copertina anteriore

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Libri/Che fine ha fatto lo Zen in motocicletta?


Luigi Gavazzi

 

Che fine ha fatto lo Zen in motocicletta? Cosa è rimasto della grande cavalcata, da Minneapolis al Pacifico, di Robert M. Pirsig e di suo figlio Chris, allora dodicenne, su una vecchia moto inglese, narrata in uno dei libri memorabili degli anni settanta? E’ rimasto solo quel libro, appunto, ancora oggi bello e commovente. Il resto, regalato sempre da Pirsig (un altro libro e qualche conferenza) ma anche da una schiera di seguaci, e rintracciabile anche sulla rete, non e’ all’altezza.

“Lo Zen e l’Arte della Manutenzione della Motocicletta” (1974, traduzione italiana, Adelphi, 1980; d’ora in poi Zmm; nell’edizione originale c’era anche un sottotitolo da considerare: “An inquiry into values”) è stato un grande successo, di vendite ma soprattutto culturale, diventando un libro citato e discusso, scambiato, sottolineato, annotato. E non solo negli Stati Uniti.

Oltre oceano, i lettori di Zmm sono stati valutati attorno ai tre milioni, con almeno quindici ristampe fra edizione tascabile e hardcover. Ancora oggi l’editore Bantam lo vende con buona continuita’ In Italia Adelphi continua a riproporlo, da qualche anno anche nella collana economica, insieme con il secondo libro di Pirsig, “Lila”, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1991 (Adelphi, 1992). Quest’ultimo, invece, e’ stato giudicato deludente da quasi tutta la critica americana e non ha rinnovato il fenomeno Zmm.

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Pirsig, oggi settantunenne, ha anche scritto dell’altro. Sulla rete è per esempio raggiungibile il testo di una conferenza tenuta alcuni anni fa, nella quale con dovizia di particolari affronta il tema che vorrebbe fosse il centro della sua riflessione: il rapporto fra soggetto, oggetto e valori, tema anche sintetizzato enfaticamente con l’espressione “Metafisica della qualità”: http://www.moq.org/forum/emn.html, abbozzato in Zmm e letteralmente esploso il “Lila”.
Inoltre – segno, almeno apparente, di buona vitalita’ – sulla grande rete fervono le discussioni sui temi che Zmm e soprattutto il successore, hanno proposto.
In particolare, e’ in corso un prolungato dibattito sul significato e le implicazioni della Metafisica della Qualita’. (lilasquad@moq.org; per iscriversi si puo’ passare da http://www.moq.org, e seguire i link).

Eppure, lontano dalla sua moto e dai paesaggi dell’ovest, la filosofia popolare di Pirsig perde l’ingenuita’ che l’aveva nobilitata, diventa pedagogica e anche un po’ pedante. Doveva fermarsi all’ultima pagina di Zmm.

Fra Zmm e Lila c’e’ anche la tragedia di Chris. Il figlio di Pirsig infatti è morto nel 1979, undici anni dopo il viaggio in moto con il padre. Morto ammazzato da una coltellata in Haight Street a San Francisco.
Paradossalmente proprio in uno dei luoghi simbolici della stagione hippy alle cui contraddizioni Pirsig pensava di aver offerto una via d’uscita con Zmm: un’idea di ribellione alla cultura ufficiale che però non finisse nel rifiuto assoluto e rassegnato, come spiega in una postfazione del 1984 a una delle ristampe di Zmm. Ma gia’ in queste righe la forza di Zmm e’ dispersa dall’intento extranarrativo dell’autore che prende il sopravvento e propone un’interpretazione che imbusti il romanzo in un involucro strettamente filosofico . Pirsig gia’ si sente un maestro di pensiero, un innovatore.

Le alternative offerte dagli hippy – scrive – erano “solo pittoresche e temporanee, e alcune di esse andavano sempre piu’ assomigliando a pure e semplici degenerazioni. La degenerazione puo’ essere divertente, ma e’ difficilmente sostenibile come modo per impiegare la propria esistenza”. E Zmm secondo l’autore aveva proposto un’alternativa diversa, e piu’ seria al successo materiale, totem della societa’ americana che la cultura hippy dissacrava.

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